Risparmi-Amo l’acqua

L’ Acqua è un bene comune dell’umanità
 
Nel mondo, circa 1 miliardo e mezzo di persone non hanno acqua potabile ed è stato calcolato che nel 2020 queste saranno più di 3 miliardi.
 
Eppure, per la vita dell’uomo, l’acqua è insostituibile, come l’aria.
L’inquinamento e gli sperperi stanno riducendo sempre di più la disponibilità di acqua potabile. E quindi anche in certe regioni italiane si fa sentire il problema dell’approvvigionamento dell’acqua, in altre quello della qualità dell’acqua.

Il “Manifesto dell’acqua”

Nel 1998 si è costituito un “Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale dell’Acqua” presieduto da Mario Soares, che ha redatto il “Manifesto dell’acqua” con l’obiettivo di  assicurare nel periodo 2020-2025 l’accesso all’acqua a tutti gli abitanti della Terra. Nel manifesto sono individuate le idee-chiave per raggiungere tale obiettivo che però diventa realizzabile solo se si trova la volontà di farlo.
 
Le idee-chiave del Manifesto:
 
L’ACQUA è FONTE INSOSTITUIBILE DI VITA 
L’acqua deve essere considerata un bene comune patrimoniale dell’umanità e degli altri organismi viventi.
 
L’ACCESSO ALL’ACQUA POTABILE è UN DIRITTO DI TUTTI  
é un diritto umano e sociale imprescrittibile che deve essere garantito a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla razza, l’età, il sesso, la classe, il reddito, la nazionalità, la religione.
 
IL COSTO PER GARANTIRE L’ACQUA POTABILE A TUTTI DEV’ESSERE A CARICO DELLA COLLETTIVITA'
La comunità internazionale deve farsi carico della copertura finanziaria perché  a tutti gli essere umani sia garantito l’accesso all’acqua, nella quantità e qualità sufficienti alla vita.
 
LA GESTIONE DELLA PROPRIETÀ E DEI SERVIZI DELL’ACQUA É UNA QUESTIONE DI DEMOCRAZIA  
L’acqua è un bene “comune” e quindi é fondamentalmente un affare di tutti i cittadini. Non un affare tra distributori e consumatori.

In Italia – Le proposte del Comitato Italiano
 
Il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua www.contrattoacqua.it è presieduto dal prof. Riccardo Petrella.
 I principi fissati nel Manifesto dell’acqua mettono in evidenza le incongruenze della situazione italiana che hanno fatto individuare le seguenti priorità:
 

  1. mettere la politica dell'acqua ai primi posti dell'agenda politica italiana
    Secondo il Comitato, non solo l’acqua deve essere riconosciuta per legge “bene di tutti i cittadini” e, in quanto tale, deve restare di proprietà e gestione pubblica, ma deve essere convenuto che l'acqua in Italia non appartiene agli italiani ma all'umanità, alla vita, e che gli italiani hanno il diritto di accesso all'acqua del Paese in solidarietà con le altre popolazioni e le generazioni future.
    Gli Enti pubblici devono consorziarsi per garantire, attraverso imprese intercomunali, un servizio efficiente.
    Deve essere previsto un piano serio di interventi strutturali sul territorio in particolare per ciò che riguarda i bacini fluviali, la forestazione, evitando di intervenire sul territorio solamente al momento dell’emergenza.
    Si deve mettere fine agli inquinamenti agricoli e industriali e agli sprechi domestici. 
    Prevedere una omogeneità di gestione delle risorse idriche a livello regionale e nazionale.
  2. Favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione democratica dell’acqua ad ogni livello e per questo promuovere la conoscenza e l’accesso alle informazioni sui problemi dell’acqua.
  3. Tutti i cittadini dovranno poter accedere a 40 litri d'acqua di qualità sufficiente, al giorno per persona, per usi domestici. Questo principio deve essere assicurato attraverso l’assunzione dei relativi finanziamenti da parte della collettività.
    Deve essere fornita ai cittadini un’informazione e una conoscenza le più ampie e rigorose possibili dei costi e dei benefici relativi ai servizi d'acqua delle varie soluzioni, in base alle quali i cittadini siano in grado di decidere il sistema di finanziamento.



OLTREICONFINI – iniziative per l’acqua

OLTREiCONFINI si riconosce nei principi fissati nel Manifesto dell’acqua e nelle proposte del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua. Si è proposto di promuovere le iniziative possibili per favorire la loro attuazione, coinvolgendo cittadini, Istituzioni e altre realtà interessate, assieme agli enti preposti all’organizzazione e gestione del servizio idrico integrato.
 
Iniziative organizzate
 

  •  Distribuzione in varie occasioni di materiale informativo.
  • Convegno “L’acqua non è una merce” organizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Quarto d’Altino.
    Sono intervenuti:
    • Marco Emanuele del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’acqua
    • Renzo Franzin direttore del Centro Internazione Civiltà dell’acqua
    • Annamaria Nardari di ATTAC Italia
    • Rino Cappellazzo direttore dell’Azienda Servizi Pubblici Sile-Piave
  • Allestimento della mostra fotografica “L’acqua, bene comune dell’umanità”
  • Proiezione di alcuni filmati sul problema dell’acqua.
  • Proposta del “gioco” Un giorno con 20 litri
  • Sono stati messi a disposizione delle scuole del luogo i testi fondamentali sull’acqua, filmati, e altro materiale informativo.
  • OLTREiCONFINI ha inoltre adottato il progetto “Un pozzo nel cuore dell'Africa” e organizzato varie iniziative per la raccolta dei fondi necessari per la costruzione di un pozzo di acqua potabile nel villaggio di Pendogo, nella zona sub-sahariana del Burkina Faso. 
  • Ha collaborato con il Comitato spontaneo contro il nuovo impianto della San Benedetto a Padernello di Paese (Tv), attraverso una raccolta di firme e la proposta al Consiglio Comunale di Quarto d’Altino di approvare una mozione.
  • Sostegno alla campagna contro l’uso dell’acqua in bottiglia.

 
L’acqua in bottiglia – Perché?
 
In Italia, oltre a consumare più acqua potabile per usi domestici che nelle altre nazioni europee, si beve anche più acqua in bottiglia delle altre nazioni: circa 172 litri pro capite. A confronto, i Belgi ne consumano 124 litri, i Tedeschi 99, mentre gli Olandesi risultano ultimi nella lista con 17 litri pro capite.
Il Veneto detiene il primato, tra le regioni italiane, sia nel consumo pro capite (179 litri) sia nel consumo complessivo (794 milioni di litri).
 
Ma è vero che l’acqua in bottiglia è più sicura e più sana di quella dell’acquedotto?

Ecco la realtà:

  • Nessuna acqua in bottiglia viene sottoposta a tanti controlli come l’acqua che esce dai rubinetti di casa nostra.
  • Bevendo acqua in bottiglia, produciamo 200mila tonnellate annue di rifiuti che restano da smaltire.
  • È stato calcolato che in Italia si devono smaltire, ogni anno, circa 5 miliardi di bottiglie di plastica. Se teniamo conto che attraverso la raccolta differenziata della plastica si riesce a raccoglierne circa il 20% circa, vuol dire che, ogni anno, circa 4 miliardi di bottiglie (1 milione di m3) vanno a finire nelle discariche.
  • Spesso la fonte da cui viene attinta l’acqua da imbottigliare è la stessa fonte che alimenta anche l’acquedotto. Per esempio, l’acqua San Benedetto è la stessa dell’acquedotto di Venezia;
  • Per soddisfare la richiesta di acqua in bottiglia, e fare i loro affari, le aziende non guardano in faccia a nessuno, né si preoccupano certo dell’ambiente. L’ultima lezione ci viene ancora dalla nota multinazionale San Benedetto che sta costruendo un nuovo impianto a Padernello di Paese (Tv), mettendo in serio pericolo le falde acquifere che alimentano il fiume Sile, fiume di risorgiva, e danneggiando irreparabilmente il Parco naturale regionale del fiume stesso.

 
Le acque minerali, come ogni altra acqua in Italia, sono di proprietà di tutti i cittadini. Le Regioni possono concedere ai privati l’autorizzazione all’imbottigliamento, chiedendo il pagamento di oneri che sono sempre irrisori, rispetto agli enormi vantaggi.

Conclusione
 
Bevendo acqua in bottiglia:

  • Non abbiamo alcuna sicurezza in più  (anzi !).
  • Spendiamo il nostro denaro contribuendo a recare danni all’ambiente.
  • Paghiamo più tasse per lo smaltimento dei rifiuti.
  • Le uniche a guadagnarci sono le multinazionali del settore che realizzano grossi guadagni, senza nessun contraccambio per la collettività.