Un pozzo nel cuore dell'Africa

Situazione ambientale

Il progetto è stato realizzato nel dipartimento di Lâ Todin, provincia di Passoré, situato sull’altopiano centrale del Burkina Faso.
Il dipartimento di Latodin si trova nella zona sub-sahariana, a nord-est del Burkina Faso e. all’ultimo censimento generale, effettuato nel 1985,  aveva 27.320 abitanti, con una densità media di 65 abitanti per km².
In questo territorio, l’etnia dominante è quella dei Mossi, seguita dai Peuhls.
La religione più diffusa è l’animismo, seguita dal cattolicesimo, dall’islamismo e dal protestantesimo; tutte le comunità religiose convivono in perfetta armonia.
La popolazione vive per il 95 % d’agricoltura con colture per uso alimentare e di allevamento.
Il dipartimento di Latodin gode di un clima nord-sudaniano caratterizzato da una stagione piovosa che dura appena quattro mesi, da giugno a settembre e una lunga stagione secca, da ottobre a maggio. Nella seconda parte della stagione secca la maggior parte dei pozzi d'acqua potabile sono a secco, mentre i pozzi dotati di pompe hanno una scarsa erogazione.
Il problema dell’insufficienza d’acqua potabile che, soprattutto per la popolazione infantile, è all’origine di molte malattie che portano spesso anche alla morte, ha giustificato - nel 2004 - un primo intervento in questa zona dell'Africa da parte dell'Associazione OLTREICONFINI con un progetto che prevedeva la costruzione di un pozzo di acqua potabile a PENDOGO, un villaggio di 785 abitanti (ultimo censimento  del1985), situato a 130 km a nord-est di Ouagadougou, sull’asse Yako-Tougan, difficilmente accessibile nella stagione piovosa, a causa del cattivo stato della strada.

La realizzazione

Il progetto “Un pozzo nel cuore dell'Africa” , che doveva essere realizzato entro gennaio 2004, ha incontrato molte difficoltà ed è stato portato a termine solo nel 2005.
Già nel 2003 il volontario della nostra Associazione, Gianni Martin, si era recato sul posto ed aveva potuto constatare l'avvio dei lavori di trivellazione da parte della ditta incaricata, con la collaborazione della popolazione. Subito dopo però subentrarono enormi ostacoli, causati della particolarità del terreno e della difficoltà di individuare una vena d’acqua sotterranea.
I vari tentativi di perforazione andati a vuoto che avevano eroso notevolmente i fondi messi a disposizione dalla nostra Associazione, convinsero INADES Formation, l'Associazione che ha sede a Ouagadougou e che seguiva i lavori, a rinunciare temporaneamente a questo Progetto.
A seguito di nuovi accordi tra le due Associazioni e nuovi finanziamenti da parte di Oltreiconfini, il Progetto che prevedeva la realizzazione di un pozzo di acqua potabile e una fontana con pompa manuale, arrivò finalmente a conclusione nel 2005
L'intervento ha portato un evidente miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti e, in particolare, delle donne che prima erano obbligate a impiegare buona parte della giornata per l'approvvigionamento dell'acqua, percorrendo anche 10 chilometri a piedi, costrette a trascurare i figli e gli altri impegni quotidiani.
Il Progetto ha previsto anche la costituzione di un Comitato di gestione dei punti d'acqua e la formazione dei suoi membri, nonchè la sensibilizzazione della popolazione sull’importanza di una corretta gestione dell'impianto e un contratto di intervento per eventuali riparazioni con un operaio riparatore professionale.

Finanziamenti

Per realizzare questo progetto, la nostra Associazione  ha ideato varie iniziative, coinvolgendo moltissimi cittadini, imprese private e Istituzioni pubbliche della nostra Regione, tra le quali l'Amministrazione Comunale di Quarto d'Altino e tutti i Comuni aderenti al Consorzio Acquedotto Sile-Piave
La proposta ha trovato adesione da parte di varie scuole materne, elementari e medie di Quarto d'Altino, Marcon, Favaro V.to, Mestre e Marghera, che hanno dedicato al progetto i fondi raccolti da alunni, genitori e insegnanti attraverso mercatini di lavori scolastici, ma anche di alcune Parrocchie e Comuni del veneziano e del trevigiano e altre Associazioni.
Una delle iniziative dell'Associazione Oltreiconfini che ha raccolto maggior consenso è stata la maratona di musica e cinema, organizzata nel dicembre 2003 presso il locale Al Vapore di Marghera, durante la quale si sono esibiti gruppi musicali, più o meno noti, tutti accomunati dalla finalità ben precisa di contribuire alla realizzazione di questo progetto. All'inizio della manifestazione si è potuto assistere al film Wend Kuuni del regista burkinabè Gaston Kaborè, mentre durante tutto il pomeriggio musicale scorrevano sullo schermo le immagini del filmato Ritratto di Altinè nella stagione secca che ritraevano scene di vita quotidiana di una donna alla ricerca dell'acqua nella regione sub-sahariana.

Dalla stampa locale

Un pozzo nel cuore dell’Africa
Concluso il Progetto di Oltreiconfini in Burkina Faso – il villaggio di Pendogò ha il suo pozzo di acqua potabile.


Si è concluso il Progetto “Un pozzo per il Burkina Faso” che prevedeva la costruzione di un pozzo di acqua potabile nel villaggio di Pendogo, nella zona sub-sahariana del Burkina Faso, uno dei paesi più poveri e assetati del mondo.
E’ stata un’impresa molto impegnativa per l’associazione Oltreiconfini portare a termine questa opera, avviata appena costituita l’Associazione, soprattutto perché INADES FORMATION, l’Associazione che ha sede nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, incaricata da Oltreiconfini a seguire i lavori, ad un certo punto aveva deciso di rinunciare a questo Progetto, per gli ostacoli incontrati: la particolarità del terreno; la difficoltà di individuare una vena d’acqua sotterranea; i vari tentativi di perforazione andati a vuoto che avevano eroso notevolmente i fondi messi a disposizione.
E’ stata la caparbietà dei volontari dell’Associazione altinate nel cercare altri fondi necessari che ha portato alla conclusione positiva del progetto.
Per il finanziamento, l’Associazione ha organizzato varie iniziative coinvolgendo cittadini, scuole e istituzioni. Un ruolo particolare è stato svolto dal Consorzio Acquedotto Sile-Piave che, aderendo al Progetto, ha promosso anche l’adesione dei Comuni soci.
La volontà di riuscire a realizzare questo Progetto è stata alimentata dalla conoscenza delle condizioni di vita del villaggio di Pendogo e del Burkina Faso in generale.
In Burkina Faso, infatti, soprattutto nei villaggi della fascia sub-sahariana, sono molto diffuse malattie causate dall’uso di acqua non potabile e la mortalità infantile dovuta a  questo problema è molto alta. In quelle zone la stagione delle piogge è di soli tre o quattro mesi all’anno, ai quali seguono otto o nove lunghi mesi di assoluta siccità. Senza possibilità di piogge intermedie, l’acqua si esaurisce rapidamente e la popolazione è costretta a bere anche quella inquinata degli stagni. Le donne trascorrono la maggior parte della loro giornata alla ricerca di acqua potabile per la famiglia e sono costrette a percorrere anche più di 10 chilometri a piedi per raggiungere il pozzo più vicino.
Questa situazione, descritta da Padre Alexandre Yikyi Bazie, allora rettore del seminario di Koumi in Burkina Faso e oggi insegnante in Costa d’Avorio, in un incontro pubblico organizzato a Quarto d’Altino ancora nel settembre 2002, ha convinto l’Associazione Oltreiconfini a cimentarsi in questa impresa, inviando sul posto anche un proprio volontario che ha seguito le prime fasi dei lavori.
Ci sono voluti tre anni e vari tentativi per poterla realizzare.
In questi giorni Inades ha comunicato ai volontari di Oltreiconfini che il pozzo è stato consegnato agli abitanti del villaggio che potranno d’ora in poi usufruire ciascuno di 20 litri d’acqua potabile al giorno.
“E’ da tenere presente – dice il coordinatore dell’Associazione Lorenzo De Facci – che l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che ogni persona dovrebbe usufruire di almeno 40 litri di acqua potabile al giorno e che in Italia ogni persona ne consuma in media 200 litri e, in particolare nel Veneto, 300 litri circa. Oltreiconfini non si limita a promuovere progetti come questo nel sud del mondo, ma si attiva anche da queste parti, sensibilizzando le persone e sollecitando le istituzioni alla tutela dell’ambiente e al risparmio dell’acqua”.
In questi giorni Padre Alexandre, che pur essendo stato trasferito ad insegnare in una scuola in Costa d’Avorio, ha continuato a seguire da vicino l’evolversi del Progetto, ha scritto ai volontari di Oltreiconfini incitandoli a continuare nelle loro attività.